A PROPOSITO DI INNOVAZIONE
Innovazione, strategia, condivisione, modifica del punto di vista e umanizzazione sono termini ed espressioni sempre più frequenti nelle organizzazioni e nei team che hanno la volontà di abbracciare il cambiamento e far accadere le cose in modo nuovo. Spesso sono associati a concetti di co-creazione, organizzazioni fluide, ecosistema, creatività, pensiero fuori dagli schemi, pensiero laterale e intelligenza emotiva. Si tratta di espressioni che assumono valore solo se supportate da una visione chiara e, soprattutto, dalla pratica. Nel marketing è necessario un nuovo approccio per generare innovazione profonda nella strategia e nella cultura di marketing, agendo sia a livello aziendale sia a livello umano.
Il ruolo di chi si occupa di marketing è ispirare alle buone pratiche per affrontare il cambiamento costante che ci pone continuamente davanti a sfide complesse. Per affrontarle, non è sufficiente riordinare ciò che conosciamo, è necessario un cambio culturale che richiede la loro riformulazione, prima della risoluzione.
E come attuare il salto culturale? Partendo dal valore e dalla consapevolezza delle persone, facendo in modo che siano proattive verso il cambiamento, utilizzando quindi nuovi strumenti e nuove metodologie emergenti.
Cos’è l’innovazione? Nei miei corsi, quando pongo questa domanda noto un’attitudine ricorrente: spesso siamo portati ad associare alla parola innovazione il termine novità intesa come “creare dal nulla”. È come se fossimo in una stanza e dovessimo aprire una porta per accedere al “nuovo”. Immaginiamo ora di essere in quella stanza e di scorgere una fessura che si apre improvvisamente in una parete e da cui irrompe una luce nuova e che illumina un particolare: il compito dell’innovatore è di fare di quella fessura una finestra per cogliere in pieno l’opportunità “apparsa” nella parete.
Questa prospettiva sposta l’innovazione da un concetto di novità a un concetto di ̀. ̀ , per ampliare le capacità creative e generative che si traducono in un modello di business e di marketing unico, che genera profitti nel breve e lungo periodo.
GENERAZIONI A CONFRONTO
L’esigenza di parlare di innovare i modelli di business parte dal presupposto che viviamo in un’era storica incredibile e meravigliosa che per la prima volta vede impiegate cinque generazioni contemporaneamente.
Cinque generazioni con esigenze, ma soprattutto aspettative, completamente diverse tra di loro, il compito di chiunque si occupi di innovazione è comprendere e accompagnare il cambiamento iper integrare nuovi modelli di business nelle organizzazioni che, non solo includano e integrino le generazioni, ma che trascendano da esse. Un compito arduo, lo so, ma non impossibile.
Ora è il momento più interessante per essere innovatore!
L’attenzione della progettazione si è spostata dai prodotti, alle aziende, ai sistemi economici. Per chi stiamo progettando si è espansa da un utente solitario a una rete di persone intimamente connesse, in tutto il mondo. Nuovi strumenti come l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose rendono progettazioni ambiziose e limitate solo dalla nostra immaginazione. Nel frattempo, la creatività non è mai stata così importante. L’economia globale vacilla e le tecnologie dirompenti sfidano i modelli di business consolidati.
Le nuove generazioni non hanno più schemi lineari e i nostri modelli di business dovrebbero rimodularsi mettendo in dubbio le organizzazioni e i loro modelli di business uscendo dalla logica produci, usa, consuma e optando per la rigenerazione.
UNA SOLUZIONE PER INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS
Se l’innovazione parte dalle persone e implica un nuovo sguardo sulle organizzazioni esistenti, ecco alcuni punti che possono far sì che il marketing sia driver del cambiamento nelle organizzazioni, partendo dal disegno di nuovi modelli di business.
- Avere un approccio al pensiero progettuale per esplorare nuovi modi per creare valore sostenibile, resiliente e duraturo, alimentando la fiducia creativa necessaria per ridisegnare i modelli di business del mondo che ci circonda.
- Spostarsi da consumatori a segmenti di clientela. Per anni si è parlato di target, come bersagli da colpire o di consumatori come coloro che usano in modo più o meno inconsapevole le risorse del pianeta per aumentare il loro benessere. Riflettere su come le persone possano essere clienti che concorrono ogni giorno a valorizzare il brand e come essi possano essere inseriti all’interno di un modello di business anche in fase progettuale sposta notevolmente l’impatto e l’innovazione auspicabile.
- Ridefinire il valore offerto e le logiche di creazione del valore partendo dalle persone, che siano interne o esterne all’azienda includendo nella creazione del valore la comunità e l’ambiente. Per fare ciò è necessario comprendere le esigenze di tutti coloro che sono coinvolti nel ciclo di utilizzo dei prodotti e servizi: gli utenti finali o i beneficiari, ma anche fornitori, produttori, rivenditori.
- Creare una cultura che ruoti intorno allo scopo aziendale. Il marketing diffuso è un asset fondamentale per estrarre e propagare lo scopo aziendale e inserirlo nel modello di marketing. La co creazione attraverso la facilitazione permette questo importante passaggio e fa sì che si possano generare progetti inaspettati e nuove fonti di ricavo.
- Immaginare come trasformare i prodotti in servizi e rigenerare il modello di business. Quasi ogni prodotto può trasformarsi in qualcosa che assume un’esperienza di servizio nuova o inaspettata. Sempre più spesso le aziende passano dalla vendita di un prodotto alla trasformazione di quel prodotto in un servizio. Perché? Perché può essere un modo potente per un’organizzazione di diventare più efficace e circolare.
CASE STUDY
Plastic Bank è un’impresa sociale con sede in Canada nata con uno scopo chiaro: “Rendere la plastica così preziosa da diventare una moneta aiutando le popolazioni più povere del mondo a migliorare la qualità della vita.” Dal purpose molto chiaro è nato un modello di business che in soli dieci anni ha reso la plastica una moneta di scambio. Al centro del modello la “Social Plastic” ovvero un sistema di recupero e riutilizzo della plastica che mira a ripulire le aree più povere del mondo, quelle da cui proviene l’80% dell’inquinamento di plastica, offrendo valore concreto alle popolazioni che abitano queste aree, sottoforma di crediti o servizi, come l’elettricità, la formazione, il wifi e molti altri, e riutilizzando la plastica attraverso imprese locali o grandi aziende e multinazionali che la riutilizzano nei loro prodotti.

La chiave dell’innovazione nel modello di business è nel cambiamento che inizia con la comprensione delle esigenze più profonde dei clienti e di tutti gli stackeholder e la generazione del pensiero più creativo su come soddisfarle.

