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Nuovo, utile, sorprendente, fattibile: l’innovazione è tutto questo. Ma quale delle variabili ha più valore? Devono essere presenti tutte e quattro o esistono diversi tipi di innovazione? I Canvas Marketing rappresentano uno degli strumenti più efficaci per trasformare queste domande in un processo strutturato di innovazione.

Per definire l’innovazione, Walter Rolfo – Ingegnere, imprenditore, coach. Fondatore e CEO di Masters of Magic. – richiama l’immagine di una fessura che improvvisamente si apre nella parete e da cui irrompe una luce nuova che permette di vedere al di là: il compito dell’inno­vatore è quello di fare di quella fessura una finestra per cogliere appieno l’opportunità “apparsa” oltre la parete.

(Tratto dal Manuale di Business Design Marketing)

Sviluppare nuovi prodotti e servizi è quindi un atto di innovazione? O forse è necessario, e forse addirittura sufficiente, cambiare il punto di vista, intravedere la luce e trasformare la fessura in una finestra?

L’innovazione sta nell’approccio, nel cambio di paradigma, nel cambio di consuetudini e nello sradicamento dell’ “abbiamo sempre fatto così”. L’innovazione sta nel creare nuove connessioni.

Canvas Marketing: dalla produzione all’innovazione del modello di business

La creazione di nuovi prodotti e servizi parte spesso dagli impianti produttivi, radicata nella convinzione che nuovi impianti o impianti esistenti possano essere, da soli, sufficienti e necessari per creare innovazione.

La produzione a volte è anche esterna, è quella dei concorrenti. E da lì partono gli acquisti di nuovi macchinari per produrre l’innovazione.

Ma lo sguardo diverso sulle cose, la fessura da cui far entrare la luce, è più dirompente ed efficace quando intercetta nuove traiettorie, quando parte dall’esplorazione di nuovi modelli di business e passa attraverso la scomposizione e la ricomposizione di ogni casella del modello stesso.

I segmenti di clientela, il valore offerto, il customer journey, le relazioni coi clienti, le fonti di ricavo, le risorse, le attività chiave ed i partner per arrivare all’ottimizzazione dei costi.

Il tutto seguendo un flusso preciso.

Nel Business Design Marketing abbiamo ridisegnato il Modello di Business tradizionale per dare maggiore enfasi alla fase di messa sul mercato facendolo diventare un vero e proprio canvas per il marketing, rinominandolo Business Model Marketing Canvas.

Il principio alla base del modello di business è il senso dell’impresa, la vera capacità per innovare il modello di business, infatti, è saper collegare la tecnologia e la produzione con il senso dell’impresa.

In questo modo il modello di business, co creato all’interno delle organizzazioni, permette di unire le conoscenze di tutti i reparti, non solo della produzione, per generare prodotti e servizi nuovi, ma soprattutto creati per soddisfare un reale bisogno e quindi utili.

Il mindset dei Canvas Marketing

Sui banchi universitari a economia, abbiamo imparato che per comprendere l’innovazione è necessario comprendere il mercato, osservare i trend, conoscere le quote di mercato, scorgere aree scoperte e cercare di farle proprie. Con idee basate sui numeri e con l’intuizione che si traduce in risultati.

E tutto ciò è ancora più vero e urgente oggi, in un momento in cui la complessità e la velocità di messa sul mercato impongono regole e adattamenti repentini.

Diverso è il percorso e diverse sono le modalità con cui si arriva alla creazione e ai numeri.

Utilizzare i canvas dedicati al marketing permette innanzitutto di avere un approccio visuale di ciò che si va a creare e desiderare. Se nelle aziende siamo sempre più abituati e stare davanti a un monitor e a una tastiera, diventa sempre più necessario plasmare l’immaginazione fuori dai contesti abituali, attraverso strumenti che ri attivino aree della memoria che abbiamo dimenticato di avere.

Pensare con le mani e ascoltare con gli occhi sono due passaggi fondamentali di Lego Serious Play, una delle metodologie che permette di creare vera innovazione.

I canvas sono potentissimi in questo perché sono disegnati per delimitare il pensiero creativo all’interno di un percorso necessario, ma ampio, che dà spazio all’immaginazione, alla creazione di pensieri divergenti in grado di generare esplorazioni dirompenti e di convergere poi sulle soluzioni migliori.

Dove migliori significa giuste per quell’organizzazione e per quel team e per quell’organizzazione. Significa costruire una proposta coerente con l’identità dell’azienda, rilevante per il cliente e sostenibile per il modello di business.

AI generativa e genio umano

Se l’AI sta ridisegnando il modo di creare nuovi prodotti e servizi, è doverosa un’osservazione: l’AI generativa prende informazioni già esistenti e le assembla, cercando le migliori combinazioni, ma non può immaginare ciò che non esiste.

È lì che il genio umano rende necessari e pertinenti nuovi prodotti e servizi.

È lì che introdurre in azienda nuovi strumenti, come i Canvas dedicati al marketing permette di uscire dall’operatività, di fermare l’istinto di chiedere a una macchina “cosa ne pensi” o “mi dai un’idea”, ma di abbracciare quello sforzo per far riemergere la conoscenza, lo spirito critico e le intuizioni per far aprire quella fessura che improvvisamente si apre nella parete e da cui irrompe una luce nuova che permette di vedere al di là.

 

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