Da anni in Gowisi ci concentriamo sullo studio e l’applicazione del Purpose affinché diventi parte integrante delle strategie aziendali e partecipi in modo attivo al miglioramento della performance.
Per questo abbiamo sviluppato una metodologia, testata sul campo con numerose aziende, che permetta di passare dal puro esercizio teorico alla sua manifestazione operativa. Iniziamo dal Modello di Marketing.
«Il Modello di Marketing è il risultato del Business Design Marketing®: definisce il purpose, il cuore strategico e i principi guida su cui si basano tutte le attività di relazione con i clienti dell’azienda e del brand».
Negli ultimi anni i CEO indicano resilienza e agilità come sfida principale (62%). Allo stesso tempo, 7 CEO su 10 riconoscono il purpose come driver strategico, il 74% afferma che aiuta ad attivare il brand, ma solo il 24% vede il purpose davvero abbracciato dalla front-line. Il messaggio è chiaro: il purpose c’è, ma va tradotto in pratica. Da qui l’intuizione per collegare purpose e Modello di Marketing.
Il Modello di Marketing raccoglie in modo sistemico gli output delle quattro fasi del Business Design Marketing e diventa patrimonio condiviso che guida comunicazione, marketing operativo e vendite, mantenendo la bussola sull’obiettivo strategico.
Le quattro fase del metodo permettono di far emergere la dichiarazione del Purpose in modo autentico e di tradurlo in azioni.
- Definisci il perché: chiarisci problema, obiettivo a 12 mesi, perimetro.
- Disegna e valida: verifica che l’idea “giri” e crei valore per cliente, azienda, mercato.
- Estrai il valore: individua problemi/desideri del cliente e ciò che riconosce come unico e risolutivo.
- Attiva i clienti: allinea personalità e tono di voce del brand per creare un legame riconoscibile.
Queste fasi non sono scambiabili e seguono una logica iterativa, sostenuta da co-creazione e team multidisciplinari.
La sfida vera è riuscire a tener vivo il purpose
Il purpose, infatti, funziona quando viene coltivato continuamente (“constant gardening”): parlarne spesso, collegarlo al lavoro quotidiano, evitare che resti “parole sul muro”. Attraverso piani operativi, progetti speciali, diffusione all’interno delle aree operative, comunicazione a tutti gli stakeholders, coinvolgimento e pervasività inclusiva.
Un percorso, che una volta iniziato, si propaga e continua a generare effetti positivi sul brand, sull’intera organizzazione e sulle performance aziendali.

